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Villa Gallia a Como, un’ imponente villa neoclassica

Villa Gallia sorge a Como in Via Borgovico ed è la più antica villa della via.

L’ abate Marco Gallio, nipote del Cardinale Tolomeo Gallio, la fece costruire come residenza estiva nel 1615.

E’ costruita per volere del vescovo Paolo Giovio, su un’ area dove inizialmente sorgeva il Museo Gioviano, per ospitare la sua collezione di ritratti d’ uomini illustri.

Villa Gallia presenta gli ingressi con loggia a triplice fornice su colonne tuscaniche e si trovano sui due lati opposti, verso lago e verso giardino, in diretto collegamento con il viale che porta al ninfeo.

L’ ampio salone seicentesco a pian terreno è coperto da un magnifico soffitto ligneo.

La stanza è affrescata con mirabili interventi di illusionismo prospettico.

Il caminetto è in marmo di Varenna e rosso di Arzo.

Al piano nobile vi sono cinque sale ricche di cicli di affreschi di cui però non si è ancora riusciti a risalire agli autori.

La sigla “BR” su un fregio della sala dei Putti sembrerebbe indicare il pittore Battista Recchi.

Al primo piano vi sono anche le sale affrescate dei Passaggi, della Caccia e della Pesca e le due Sale dei Festoni.

L’ aspetto originale è rintracciabile negli affreschi strappati al primo piano che raffigurano una dimora a tre piani, con al piano terra un bugnato, tipico di quella fattura seicentesca molto diffusa a Como.

Simone Cantoni curò l’ ampliamento a sud, nel 1815, con l’ aggiunta di un’ ala e l’ aggiornamento neoclassico per conto di Carolina Brunswick.

A fine dell’ Ottocento l’ ingegner Robecchi, su commissione del barone Sabino Leonino, si occupò delle modifiche agli ornati esterni e la darsena.

L’ ultima ristrutturazione è avvenuta nei primi anni ‘60 su delibera della Giunta Comunale di Como per accogliere gli uffici dell’Amministrazione provinciale.

Como, la Villa Gallia
Esterno della villa
Como, la Villa Gallia
Cartello descrittivo della villa